Che bella sensazione assistere finalmente ad una competizione elettorale senza quella acredine che si era innestata nella mia città, Lecce, tra le forze politiche alle ultime comunali del 2024 con la vittoria risicata di Adriana Poli Bortone a sindaco. Infatti la candidata sostenuta dal centrodestra aveva ottenuto il 50,69 % dei voti, superando di un soffio lo sfidante Carlo Salvemini sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, che si è fermato al 49,31%.
Non si può che ringraziare tutti i candidati della coalizione di centro-sinistra, che si sono presentati al voto regionale, per avere mantenuto la calma: eppure in gioco c’era molto, forse anche più di quello che si può immaginare così a prima vista.
La vittoria del centro-sinistra in Puglia appartiene tutta all’ elettore progressista e moderato che crede nelle promesse elettorali solo se pronunciate dal candidato giusto. In questo caso De Caro è stato un candidato, oggi Presidente della Puglia, che ha parlato al cuore degli elettori, anche a quello degli indecisi che credono al cambiamento.
Questo segnale è emerso fin dall’inizio, come elemento di discontinuità confermato da Emiliano e da Vendola, quest’ultimo poi rientrato per una forma di vicinanza a De Caro che tuttavia non ha salvato il presidente regionale uscente, Emiliano.
È chiaro che con la nuova giunta si mescolano le carte e si vedrà finalmente se a vincere sono stati gli schieramenti oppure i programmi. Non vi è preoccupazione invece per l’elettore astensionista riconducibile sicuramente allo schieramento di destra.
Per noi Leccesi l’esito elettorale pugliese rappresenta al 50% un riscatto concreto e per il resto, una speranza per il futuro. Avevamo bisogno di credere che il fare bene politicamente sia qualcosa che merita un voto preferenziale, che sia l’unico elemento che deve far pesare il voto in cabina, sia esso per la destra oppure per il centro sinistra.
Non ho remore a dire che temevo in egual misura la vittoria del candidato antagonista di De Caro, Lobuono, per un fattore di imprevedibilità che non è analizzabile durante le campagne elettorali. Invece ora, considerando lo scarso risultato del candidato della destra, si può dire che gli sono mancati i voti dei giovani che hanno aspirazioni ecologiche sincere per un ambiente più sano e vivibile e speranze in nuove opportunità lavorative. Questo emerge chiaramente dalla forbice di scarto tra i due principali candidati; uno scarto inequivocabile che non lascia spazio a fantasiose interpretazioni .
La sindaca in carica di Lecce, invece, attribuisce con le sue dichiarazioni, un valore di riferimento per l’esito elettorale in Puglia al mero astensionismo dimenticando che l’elettore quando vuole il cambiamento va a votare anche su invito dei candidati come avvenne a Lecce anche per lei stessa al ballottaggio…una manciata di voti che ne determinò l’esito.
Per fortuna questa volta l’elettorato non ha dovuto assistere a dichiarazioni offensive dei palchi né a diffamazioni a mezzo stampa…di questo siamo grati e riconoscenti.
Non hanno vinto i soliti politici divisivi e contrari ad una Puglia unita, aspirando a seminare zizzania e malessere tra gli abitanti di questa regione che vuole crescere compattamente senza cori da stadio e soprattutto senza quei politici che arrampicandosi sugli specchi, sostengono che ha vinto il movimento politico di opinione chiamato “baricentrismo” che vede nei politici di Bari quelli che decidono per tutta la Regione. Niente di più sbagliato e la riprova l’abbiamo avuta dalla presenza di De Caro in campagna elettorale in tutti i Paesi (anche quelli più isolati) del territorio salentino, proprio a dimostrazione che la Puglia non è divisa in un nord e in un sud, la Puglia non è “Baricentrica”, la Puglia è democratica e unita al resto d’Italia per guidare un movimento unitario giovanile dalla spiccata vocazione ecologica e sociale.


