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giovedì, Aprile 16, 2026

Artigiani in democrazia, testimoni contagiosi di partecipazione

Un cattolico impegnato in politica 

“Sono cattolico”, ”Di destra o di sinistra?”, “Né di destra né di sinistra” 

“Allora sei di centro, di quelli che cercano di salire sempre sul carro vincente” 

“No. Sono un cattolico, impegnato in politica, ma non disposto a compromessi” 

“Ho capito, speri di cavalcare lo scontento popolare e procurarti così una poltrona” 

“Non cerco poltrone, il mio impegno in politica è indirizzato a far conoscere un progetto politico serio e lungimirante, basato su un modello di sviluppo alternativo a quello attuale, destinato a coinvolgere attivamente le famiglie e le piccole comunità locali e migliorare la vita quotidiana delle persone. Insomma, una rivoluzione dal basso verso l’alto”. 

“Per fare questo servono tanti soldi, televisioni e giornali, tu quanti ne controlli?” 

“Nessuno. Per sviluppare questo progetto servono testimoni credibili ed una Rete di persone di buona volontà”, “Una Rete? Spiegati meglio, cosa intendi?” 

Questo l’ipotetico dialogo tra un cattolico e un interlocutore sufficientemente curioso da scoprire che cosa significhi cattolico in questi nostri tempi.

Cos’è una Rete? 

La prima rete che mi viene in mente è quella dei pescatori, un intreccio di fili incrociati e annodati verticalmente ed orizzontalmente. I nodi sono in contatto tramite i fili, tutti con tutti, orientati allo stesso scopo. 

Poi ci sono le reti neurali biologiche, come quella del cervello umano, dove oltre 80 miliardi di neuroni interscambiano informazioni e reagiscono agli stimoli ad altissima velocità. Qual è il neurone più importante? Tutti e nessuno. 

Poi ci sono le reti neurali artificiali, computer potentissimi che accumulano informazioni ed elaborano risposte tramite algoritmi complessi ed autoapprendimento. 2 

Infine, ci sono le reti dei social network che collegano oltre 3 miliardi di utenti, i quali a loro volta si strutturano in gruppi o reti dedicate a specifici temi di interesse. 

Le proprietà tipiche di una rete sociale sono: 

la costante e veloce connessione di tutti i nodi, che consente l’immediata comunicazione e condivisione di tutte le informazioni disponibili. 

L’assenza di un unico centro di governo in senso stretto. 

Un numero elevato di utenti che immettono e prelevano informazioni, immettono domande e prelevano risposte, immettono idee e prelevano pareri e suggerimenti. 

Tutto è cominciato lì, a Trieste 

In natura, ci sono momenti in cui una piccola gemma nascosta si apre ed improvvisamente appare qualcosa di bello, di inatteso, un fiore dai colori sgargianti, in grado di attirare le api e diffondere così il proprio messaggio anche molto lontano. Potremmo descrivere così ciò che è accaduto durante la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici, che si è tenuta a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024 sul tema “Al cuore della democrazia”. I tempi erano maturi e alcuni interventi hanno innescato la miccia: 

Il Cardinale Zuppi (un brano del discorso del 3 luglio 2024 a Trieste): “I cattolici in Italia non sono una lobby in difesa di interessi particolari e non diventeranno mai di parte, perché l’unica parte che amano e indicano liberamente a tutti è quella della persona, ogni persona, qualunque, dall’inizio alla fine naturale della vita. E non un amore qualsiasi, ma quello che ci insegna Gesù. L’altra sera abbiamo ascoltato un’orchestra… Ogni strumento è importante… Ecco come pensiamo la democrazia”. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (un brano del discorso del 3 luglio 2024 a Trieste): “Battersi affinché non vi possano essere più “analfabeti di democrazia” è causa primaria e nobile, che ci riguarda tutti. Non soltanto chi riveste responsabilità o eserciti potere. Per definizione, democrazia è esercizio dal basso, legato alla vita di comunità, perché democrazia è camminare insieme. Vi auguro, mi auguro, che si sia numerosi a ritrovarsi in questo cammino”

Papa Francesco (un brano del discorso dell’8 luglio 2024 a Trieste): “Giorgio La Pira aveva pensato al protagonismo delle città, che non hanno il potere di fare le guerre ma che ad esse pagano il prezzo più alto. Così immaginava un sistema di “ponti” tra le città del mondo per creare occasioni di unità e di dialogo. Sull’esempio di La Pira, non manchi al laicato cattolico italiano questa capacità di “organizzare la speranza”. Questo un compito vostro, di organizzare… anche la pace e i progetti di buona politica che possono nascere dal basso”. 

Nasce la rete di amministratori con formazione cattolica 

Come restare insensibili a tali autorevoli richiami? Nasce in sordina la “Rete di Trieste”: un gruppo di amministratori locali di ispirazione e formazione cattolica si incontrano, nasce un progetto informale, viene creata una chat da una trentina di amministratori. Le adesioni giungono a pioggia, sempre più numerose: centinaia di amministratori, si confrontano con vivacità, condividono esperienze e riflessioni. “Una sorpresa dello Spirito”: così Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia, chiama questa iniziativa con sincera meraviglia. 

Molti amministratori si sentivano soli, a volte derisi come sognatori lontani dalla realtà e privi della “vera scaltrezza” politica. Da anni attendevano un’iniziativa che rompesse l’isolamento. 

La Rete accelera. Si fissano i primi appuntamenti in presenza: il 30 novembre a Roma, il 1° dicembre a Napoli e il 14 dicembre a Milano. C’è voglia di raccontare, di confrontarsi, di progettare. Si definiscono alcune priorità: l’ambiente, le periferie urbane ed esistenziali, i giovani, gli anziani, l’educazione, il welfare, il modello di sviluppo. 

Il 14 e 15 febbraio un grande evento a Roma, presso la “Domus Mariae” (un segno?), che vede la partecipazione in persona di circa 400 amministratori, mentre altri 800 partecipano attraverso i canali digitali. I cattolici alzano la testa, ritrovano dignità e coraggio, non più rimorchiati, sopportati ma alla testa del gruppo indicando la direzione giusta, riportando al centro i valori fondamentali, la vita, la famiglia, la solidarietà ed il bene comune, non solo libertà e diritti, ma anche i doveri e le responsabilità. 

Monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente del Comitato per le Settimane sociali propone a tutti una riflessione spirituale che dall’alto illumina ogni aspetto della vita politica, un aiuto necessario a discernere il buono, il bello, il giusto con sapienza e speranza. 

Si parla di temi attualissimi, dal sostegno alla natalità alla tutela dei richiedenti asilo, si parla di spopolamento dei piccoli centri, del rapporto tra produzione e consumo locale, dello sviluppo delle comunità energetiche, dei patti di collaborazione tra cittadini e pubblica amministrazione, delle emergenze sociali, del cohousing, del welfare inclusivo, della progettazione di servizi sanitari territoriali, della concertazione per lo sviluppo del territorio, della formazione e del coinvolgimento dei giovani… e di tanto altro. Ci sono tante idee, ci sono competenze, ci sono sensibilità, c’è attenzione alle persone tutte, non ci sono scarti.

Noi di Solidarietà seguiamo e partecipiamo con interesse allo sviluppo di questa iniziativa e desideriamo dare il nostro supporto. Siamo convinti infatti che l’unico modo per far rinascere la democrazia in Italia non sia quello di concentrare tutto in un leader supremo ma piuttosto di riportare la discussione politica nelle strade, nei paesi, nelle periferie e… perché no, nelle vie del web. Auguri membri della Rete di Trieste e buon lavoro!

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