Emozione, interesse, riflessione e soprattutto sentimento di solidarietà: a Lampedusa il MASCI ha cercato di testimoniare, con una semplice ma decisa azione solidale, che questo nostro tempo deve essere vissuto all’insegna dell’attenzione alle persone, a tutte le persone, nel segno della fratellanza umana tanto richiamata dalle encicliche di Papa Francesco.
Alla Porta d’Europa, estremo lembo sud del nostro continente, molto più vicino all’Africa che alla Sicilia, il mare sconfinato ci ha parlato delle migliaia di persone che hanno lasciato lì la loro spesso giovane vita, in ricerca di un futuro qualsiasi purché lontano dalle guerre, dalle malattie, dalla fame, dall’impossibilità a costruire una qualsiasi prospettiva di vita accettabile. Su quello scoglio, anche se i nostri telegiornali tacciono la verità, continuano ininterrotti da anni gli sbarchi di povere persone allo stremo delle forze, molti non ce la fanno. Chi vive sull’isola ci dice che ogni giorno, tutti i giorni, sono a centinaia coloro che approdano sulle nostre coste, spesso salvati da un incessante azione generosa della guardia costiera, dei nostri militari e delle navi delle ONG. Ieri, oltre 400 persone, due giorni fa 800, ma la comunicazione ufficiale deve tacere il fenomeno come a dire che ciò non accade.
Al poliambulatorio dell’isola abbiamo toccato con mano l’impegno e la dedizione degli operatori sanitari che dedicano tutto ciò che possono con alta professionalità e con il cuore, tipico di chi sceglie questa professione come lavoro, sia verso i cittadini che lì vivono sia verso tutti coloro che approdati sulle nostre coste hanno spesso bisogno delle cure più elementari.
La presenza di molte autorità e anche del Vescovo di Agrigento ha voluto testimoniare, non solo la gratitudine per il dono offerto dagli Adulti Scout, ma soprattutto la necessità di porre “testa e cuore” sul fenomeno migratorio. La narrazione nei palazzi della politica romana è spesso troppo strumentale: la vita sull’isola è senza dubbio diversa. Il centro di prima accoglienza gestito dalla Croce Rossa è ben organizzato e con l’aiuto del personale sanitario del poliambulatorio rappresenta un approdo sicuro per le decine di migliaia di persone che arrivano fuggendo dall’Africa o dall’Oriente.
I migranti sono portati in tutta Italia, per biasimevoli scelte spesso sbarcano in porti molto lontani dal mare ove vengono salvati, aumentando certamente la loro sofferenza e fatica per il viaggio, e per questo noi Adulti Scout ci siamo impegnati e continueremo a farlo per azioni di vera accoglienza che possa poi tradursi in efficace integrazione. Tutti sappiamo che i fenomeni migratori ci sono sempre stati e fanno parte della vita dell’umanità, e tutti sappiamo che abbiamo fortemente bisogno dei migranti per poter mantenere il livello di vita che oggi abbiamo nel nostro Paese. Per questo non solo la coscienza ma anche l’intelligenza porterebbe a dire che se la solidarietà è una scelta anche del cuore, i progetti di integrazione dovrebbero essere azione di ogni forza politica seria che voglia operare per il bene di tutti.
Il MASCI ha scelto di donare una culla termica altamente specialistica, utile a salvare i bambini nati prematuramente per stabilizzarli e portarli poi a Palermo. Un segno concreto e utile, un segno di denuncia per chi non vuole affrontare il tema delle migrazioni, un segno di speranza per chi ha bisogno della solidarietà umana. Mentre eravamo al poliambulatorio per la cerimonia di consegna, al momento della benedizione finale da parte del Vescovo, nella stanzetta accanto è nato un bambino da una giovane donna somala salvata in mare nella notte. Un segno importante, emotivamente toccante, che fa parte della grandezza e mistero della vita! Siamo contenti di contribuire a dare “più vita alla vita” , il motto che riassume i settant’anni di vita del MASCI: “più vita alla vita nascente” è ciò che con la culla termica abbiamo cercato di testimoniare a Lampedusa.


