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domenica, Dicembre 7, 2025

Il ruolo cruciale dell’istruzione

nel promuovere una maggiore equità di genere nel contesto lavorativo italiano e nel favorire l’allineamento con gli standard occupazionali europei.

Dall’analisi dei recenti dati Eurostat emerge un percorso di progressiva convergenza nel mercato del lavoro italiano: il conseguimento della laurea si configura come un efficace strumento di attenuazione del divario di genere, accorciando sensibilmente la distanza che separa l’Italia dalla media europea in termini di occupazione femminile.

Le statistiche relative al 2024 rivelano che, sebbene il tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 20-64 anni si attesti al 57,4% in Italia, marcando una distanza di 13,4 punti percentuali rispetto al 70,8% registrato nell’Unione Europea, tale disparità si riduce notevolmente tra le donne in possesso di un titolo di istruzione superiore. In questo segmento, il tasso di occupazione femminile italiano raggiunge il 79,3%, assottigliando il divario con l’84,3% europeo a soli cinque punti percentuali.

Al contrario, un divario più marcato con l’UE si osserva tra le donne con un livello di istruzione inferiore: il tasso di occupazione femminile si ferma al 36,6% per coloro che possiedono la licenza media (a fronte del 47,3% europeo) e al 58,6% per le diplomate (contro il 68,9% nell’UE).

È altresì significativo notare come, in Italia, per le donne con un basso livello di istruzione, il divario occupazionale con gli uomini superi i trenta punti percentuali (36,6% contro 69,7%), un valore superiore alla media europea. Tuttavia, focalizzandosi sulla fascia di popolazione più istruita, si riscontra un avvicinamento: tra i laureati, il tasso di occupazione femminile si attesta al 79,3% rispetto all’86,2% maschile, con una differenza inferiore ai sette punti percentuali.

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