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domenica, Dicembre 7, 2025

Sergio Mattarella 2.0

Sergio Mattarella è la personalità politica più stimata nel Paese .

Mattarella è un cattolico democratico cresciuto nel Movimento Studenti di Azione Cattolica dei primi anni Sessanta e appartenente a quella tradizione politica che vede tra i suoi esponenti di spicco Dossetti, Lazzati, La Pira e poi Moro, Anselmi, Zaccagnini.

Oggi chi c’è che coltiva “vocazioni” all’impegno politico in questa area culturale e valoriale? Chi si sta occupando di “scovare” e “formare” il Mattarella del 2025?

Chi vive questo mondo ( intendi l’area cd dei cattolici ? specificare )  sa che c’è ancora oggi all’interno della Chiesa chi, accompagnando i giovani, dà a questi una prospettiva larga, attenta al mondo, che gli consegna un modo di vivere da cristiano aperto alla cittadinanza attiva e all’impegno politico. Penso ad alcune comunità parrocchiali, a laici e preti “illuminati”, ma soprattutto a realtà strutturate come l’Azione Cattolica, l’Agesci, la Gi.Fra., ed altre che nei loro percorsi formativi danno spazio al pensiero sociale della Chiesa e formano laici credenti.

Quindi nessun problema per il nostro giovane Mattarella del 2025?

Purtroppo non è così, perché nel nostro Paese non ci sono “contenitori” politici dove il giovane e la giovane Mattarella 2.0 possano condividere l’impegno politico con altri che abbiano la loro stessa formazione e si ispirino ai loro stessi principi.

A mio avviso non si tratta di nessuna operazione “nostalgia” e non ci sono  “contenitori” buoni ad ogni momento storico. In Italia c’è stato il Partito Popolare di Sturzo, poi la Democrazia Cristiana, poi la “diaspora” e i brevi tentativi di rappresentanza nei due schieramenti dell’epoca bipolare.

Oggi il nulla. Non ci sono partiti che si ispirano al personalismo di Maritain o/e al cattolicesimo democratico. Ci sono “contenitori” che fanno riferimento a tutte le tradizioni: liberali, radicali, sovranisti, populisti, socialdemocratici, salvo che al cattolicesimo democratico.

Lo stesso PD, che nasce con un’aspirazione “plurale”, credo che oggi abbia da un lato, a livello nazionale, una chiara connotazione di partito di sinistra e dall’altro, sui territori, somigli a una lista civica che ha di tutto all’interno, a volte con lo scopo univoco di gestire e governare, altre volte di creare filiere di consenso che somigliano a “correnti”, non strutturate attorno a diverse opzioni politiche (come avveniva nei grandi partiti del Novecento) ma attorno a leader regionali, che assicurano la sopravvivenza politica a se stessi e ai loro gruppi di provenienza.

In questo quadro, in Campania nel 2020 è nata la rete politica “PER le Persone e la Comunità”, per mano di un gruppo di amici, con l’intento di essere un “laboratorio” e iniziare un’esperienza da offrire ad analoghe realtà esistenti nel Paese.

L’intuizione è di creare una rete politica formata da persone provenienti dall’associazionismo democratico di base, cattolico e non, aperto al mondo delle professioni, dell’impresa, del volontariato e del Terzo Settore.

“PER” ha partecipato a varie competizioni elettorali a partire dalle regionali del settembre 2020 nel campo del centrosinistra e raccogliendo 26.452 voti, mancando per pochi voti l’elezione di un consigliere regionale.

Subito dopo le regionali “PER” si è strutturata come associazione socio – politico – culturale dandosi uno Statuto, disponibile al seguente link: www.personecomunita.it/chi-siamo/statuto ed eleggendo cariche rappresentative a livello regionale. Il primo atto pubblico è stato la definizione della Carta dei Valori: www.personecomunita.it/chi-siamo/carta-dei-valori

Da quel momento in poi si è assistito a un vero crescendo, “PER” non ha saltato nessuna tornata amministrativa ed esprime 15 amministratori locali tra consiglieri municipali, consiglieri e assessori comunali. Negli ultimi mesi questa esperienza è stata vista benevolmente in altre Regioni e stanno nascendo circoli di PER in Calabria, Abruzzo, Basilicata, Puglia.

“PER” ha una storia, per quanto breve, ma già strutturata e ricca di risultati, di incontri e di esperienze.

PER è stata selezionata come “buona pratica” da presentare a Trieste nel corso della settimana sociale della Chiesa. Oltre ad avere uno stand un gruppo di noi ha partecipato come delegato. È stata l’unica esperienza di “impegno diretto” presente a Trieste. Per tutti noi è stata una sorpresa ma soprattutto una responsabilità.

Vorremmo utilizzare questa esperienza come “segno” ma anche per fare rete con persone e gruppi che esistono nel Paese al fine di ipotizzare un cammino comune.

Sarebbe un bel segnale se a valle dell’evento che ha avuto per tema la “Partecipazione” si concretizzasse un contenitore più ampio che ci consenta una “partecipazione” ai processi politici del Paese assumendo una significanza da troppi anni abbandonata. Noi ci siamo per fare la nostra parte.

Speriamo così che il lavoro che stiamo facendo con “PER”, se non riuscirà a produrre nel breve un Mattarella 2.0, ne riesca a produrre nel tempo uno 3.0.

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