“E’ passato un anno e non ti sei fatta sentire” mi ha detto un amico, a ragione…
E gironzolando qua e là, viaggiando in lungo e in largo, noto differenze e faccio parallelismi troppo spropositati per la mia città, Lecce.
Qualcuno, giustamente, potrebbe pensare che la politica non mi interessi più ma non è così perché non c’è niente di meglio che analizzare la politica sul territorio dalla giusta distanza!
Come molti sapranno, Lecce è amministrata da una coalizione di centro destra a capo della quale vi è un sindaco donna capace ma ancorata al passato, trainante una consiliatura difficile.
Il caos di questi giorni è sulla bocca di tutti noi abitanti del capoluogo salentino. Lecce città del barocco o centro veicolare impazzito? Lecce, città della cultura o terra di conquista per una nuova invasione edificatoria a scapito del verde urbano ormai ridotto a lumicino?
Girando per la mia città posso scorgere strade in dissesto, cantieri e macchine ovunque; è lo specchio della felicità per chi deve decidere una volta per tutte se restare o partire.
Ad onor del vero, dello stesso male soffrono tante città italiane e da ultimo il fenomeno che proprio non ci mancava ma che aggrava la situazione è sicuramente l’over tourism; un fenomeno inspiegabile, difficile da descrivere ma chi lo vive nelle proprie città, sa benissimo di cosa sto parlando. E’ una forte presenza di turisti che coabita con l’assenza di spazio nelle aree del centro città in alcune stagioni e in giorni ben precisi della settimana, durante fasce orarie variegate e legate molto spesso al meteo che a seconda del tempo sposta queste masse impazzite di gente, da una parte all’altra del Salento.
Di questo “male” ne soffrono città come Firenze, Venezia e tante altre.
Lecce però è anche una città con un centro storico abbastanza piccolo e dobbiamo capire quello che succede durante la stagione estiva ad esempio, come pure durante le feste comandate e finanche nei fine settimana.
Come dicevo prima, l’over tourism causa stress in chi abita nelle città affette da questo “male” ed è convinto che con la pazienza si superi tutto, ma non è sempre così. Un esempio: le forze di polizia municipale non sanno più dove prestare soccorso; le chiamate sono numerose e sono l’espressione di un nervosismo, di un malessere che pervade la mia città con manifestazioni evidenti di carenza delle risorse umane per eccesso di richieste di intervento.
Mi piace spingere il discorso su esempi pratici ma Lecce, città un tempo più virtuosa in materia di raccolta dei rifiuti, oggi è vittima di spazzatura agli angoli del centro cittadino. Ed è una vergogna!
Il turista medio o diremmo anche, il turista “mordi e fuggi” non rispetta volentieri le indicazioni della raccolta rifiuti; per non parlare poi dello spreco di plastiche che di volta in volta vengono gettate nelle spazzature per una mancanza di requisiti di ecosostenibilità, requisiti che dovrebbero essere vagliati a monte prima di concedere i c.d. permessi ad aprire strutture recettive.
Non parliamo ovviamente di episodi stagionali riconducibili soltanto al turismo di massa ma di un malcostume giornaliero e costante che si può attribuire, senza pericolo di smentita, anche a residenti sciatti ed evasori.
Vi è da dire che il fenomeno dei rifiuti abbandonati è tale da registrare una crescita esponenziale soprattutto in concomitanza con la crescita della povertà. Ci sono famiglie che non riescono a fare fronte agli affitti di casa, e figuriamoci se riescono ad affrontare l’appuntamento mensile con le tasse che fioccano in tutte le case degli italiani.
La narrazione di un’Italia in crescita purtroppo collima con la sfacciata deturpazione delle nostre città. L’abbandono di ogni strategia politica per far sì che la gente progredisca nel bene e si arricchisca in termini di qualità della vita è sotto gli occhi di tutti. I discorsi politici sono proiettati solo ed unicamente verso le grandi industrie del consumo. Manca la visione di lungo periodo che faccia della politica un agire per il bene dei più a dispetto dell’economia, del potere e del capitale! Eh sì!
L’approccio politico della comunicazione giornalistica fa sì che le mezze verità divengano “oro colato” e che le nefandezze vengano esaltate per buona politica.
“Giustizia e pace si baceranno quando misericordia e verità si incontreranno”.


