Russia e Ucraina. Israele e Palestina. Per tutti i protagonisti le due guerre a noi vicine gridano dolore e ancora dolore: quante morti da una parte e dall’altra si dovranno contare prima che i capi politici decidano di confrontarsi e mettere fine a queste assurdità?
Abbiamo scritto nel titolo “Terzo Natale” ma in effetti è una semplificazione: la questione russo-ukraina nasce molto più indietro nel tempo. La Crimea è tornata sotto il controllo russo nel 2014 mentre due regioni di confine adiacenti sono state inglobate in seguito a referendum non riconosciuti dalle autorità ucraine sempre nello stesso periodo. La stessa Ucraina, come stato autonomo, si è costituita con la crisi e il disfacimento dell’URSS. Prima l’insieme delle regioni ucraine erano parte integrante dell’Urss con la presenza di centrali atomiche sovietiche e di armamenti: le bombe furono oggetto di negoziati che sancirono il ritorno di queste sotto il controllo della Russia nel 1994 (Memorandum di Budapest). Il Memorandum fu un documento a cui bisogna risalire per comprendere poi tutte le vicende successive relative ai rapporti tra la Russia di Putin e l’Ucraina. La Russia non ne eseguì la ratifica.
La guerra attuale ha prodotto ormai molte decine di migliaia di morti, uomini e donne giovani, ma ha prodotto il fenomeno degli orfani di guerra e dei bambini portati in Russia, oggetto poi di negoziati che lentamente ne hanno fatti rientrare un numero ancora lontano da quello dei bimbi trasferiti strappandoli dalle loro famiglie di origine.
Abbiamo deciso di aderire all’Appello finale all’Europa (proposto dal Comitato per una Civiltà dell’Amore http://www.nuclearforpeace.org) consapevoli delle difficoltà ma convinti che sia importante far sentire la propria voce sicuri di un’ampia condivisione: impossibile proporre agli stati coinvolti dalla guerra e ai popoli in essi presenti la indizione di referendum gestiti da autorità internazionali (ONU) per asseverare la loro volontà politica, relativa al come organizzare i territori in cui vivono?
Tra le altre crisi che rendono cupo il cielo di questo fine 2024 c’è la guerra iniziata il 7 ottobre 2023 ad opera di Hamas contro Israele. Non so, non sappiamo cosa pensassero gli organizzatori di quell’atto di guerra ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte agli sviluppi che vanno ben oltre l’antica legge del taglione (occhio per occhio). Le testimonianze sono ormai innumerevoli e parlano di azioni portate avanti dalle forze israeliane con lo scopo di terrorizzare e decimare i civili. Si è ben oltre Hamas o, in Libano, oltre Hezbollah, anche se in modo meno numeroso. La guerra è un’assurdità totale e in Israele si sovrappone ad una crisi politica interna nata dal tentativo dell’estrema destra – quindi di Netanyahu – di modificare il sistema giudiziario dello stato contro la possibilità di verifica delle leggi della Corte Suprema di Israele. Mesi di manifestazioni di massa contro il governo.
La guerra è un assurdo anche in presenza di un’evento come quello subito da Israele che avrebbe potuto fare appello all’autorità internazionale visto che Israele come stato è nato su iniziativa ONU. Per quel che conta, noi consideriamo ogni guerra come un tragico assurdo.
E poi ora la Siria, con il suo carico di popolo di 5 milioni di profughi che cercheranno di rientrare in un Paese forse riappacificato per trovare ancora macerie e fame come lo avevano lasciato 10 anni fa. Sembra che la partita qui si sia giocata tutta a tavolino tra Russia Turchia e Iran: il vecchio regime lascia un Paese dilaniato dalla guerra civile e in grave crisi economica e sociale a causa della forte repressione civile, e Bashar Al Assad con la sua famiglia concorda la sua uscita con un salvacondotto per la Russia. In Siria il futuro sarà disegnato forse a tavolino (ancora una volta) e il popolo siriano avrà l’illusione di aver scelto.
Noi in questo Natale, 24 anni dopo la fine dell’anno 2000 in cui sognavamo solo pace e prosperità per tutti, abbiamo guerre poco fuori dall’uscio di casa. La pace non è solo una speranza è un dovere di noi tutti.



l’Appello finale alla UE è pubblicato sul Sito https://www.nuclearforpeace.org/download/Roma081224.pdf e riporta l’indirizzo email a cui poter inviare l’Adesione (Nome, Cognome, Istituzione/Ente). Grazie