Atreju è il nome di un personaggio di un romanzo e di un film di fantascienza (genere fantasy) ma anche è diventato il nome, da anni, di una festa a tema, dell’area politica della destra, estrema, italiana.
Se si scorrono i quotidiani si trovano sottolineature differenti a seconda dell’indirizzo culturale e politico degli stessi organizzatori e partecipanti alla festa a tema .
I temi che dominano sono quelli che potremmo definire di colore (o sbaglio?).
Le questioni che la politica dovrebbe affrontare sono assai complesse e i tempi per trattarle non possono essere quelli dei talk televisivi. Se si scorre il programma di una giornata di Atreju non si può (o si può?) non notare che ogni tema viene affrontato in tempi assai ridotti, mediamente 30 minuti. Raro trovare una indicazione di tempo più estesa. Significa che tra introduzione da parte di un moderatore e chiusura della conferenza, alle persone invitate a parlare sono assegnati non più di 10 minuti a testa (con solo due oratori previsti). Un foglio A4 in bianca e volta scritto in corpo 14 lo si legge giusto in 10 minuti, a meno di leggere a macchinetta: in questo caso si può impiegare di meno. D’altra parte se stiamo alla saga fantasy del protagonista Atreju tutto deve essere fatto in fretta, non c’è tempo il vuoto incombe.
Ma se cerchiamo notizie sul dibattito politico in Italia cosa troviamo?
Il PD, guidato dalla quarantenne Elly Schlein, sta dimostrando di aver ritrovato uno slancio dopo la fase problematica guidata da Renzi da cui non aveva potuto riprendersi, se si va a consultare il sito internet si trovano elenchi di responsabili e pagine di presentazione dei temi di cui i vari responsabili si occupano. Sì, ma in concreto le azioni dove sono?
I 5 Stelle sono da tempo impegnati con Conte in un processo ri-fondativo del movimento/partito e per altro non sembrano essersi mai veramente impegnati in ambiti politici locali. Nella loro breve e travagliata storia hanno costituito un governo con la destra e un governo con la sinistra dovendo affrontare problemi assai complessi e varando iniziative che pur giustificate dalla situazione dell’Italia avrebbero richiesto una maggior ponderazione in ogni azione di governo.
Forza Italia è il partito nato dall’iniziativa berlusconiana frutto in realtà di un percorso politico del fondatore segnato da differenti fasi. Dopo la morte di Berlusconi la riorganizzazione è culminata nel congresso nazionale del 23 – 24 febbraio 2024 che ha portato alla elezione di Antonio Tajani alla carica di Segretario Nazionale del partito. Nel governo attuale Tajani è ministro degli esteri. Tra i valori del partito è indicata una missione: agire per eliminare le cause del dramma migratorio. La famiglia è posta al centro dei valori del partito.
La Lega, quale Lega? la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, o la Lega per Salvini Premier? Quest’ultima, registrata nel Registro Nazionale dei Partiti Politici nel 2018, appunto nelle elezioni del 2018 aveva registrato un 17,35% mentre nelle elezioni nazionali successive nel 2022 era arrivata a un 8,79%. Salvini svolge una intensa e continua attività di propaganda talmente intensa da portare qualcuno a chiedersi come faccia a svolgere le sue mansioni di ministro. A parte l’iniziativa di “resurrezione” del Ponte sullo Stretto di Messina.
Se invece nel dettaglio andiamo a vedere quali siano stati gli appuntamenti elettorali di questo mese di dicembre (la fonte è Eligendo un sito del Ministero dell’Interno), scopriamo che ad Anzio hanno eletto il 2 dicembre 2024 il nuovo sindaco nella persona di Aurelio Lo Fazio (PD, Movimento 5 stelle e altre cinque liste) con 202 voti complessivi contro i 154 andati alla destra. Da notare che al primo turno la figura di Stefano Bertolini espressione della destra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati, Lega Salvini Premier) aveva prevalso avendo ottenuto 196 voti a fronte dei 92 per Aurelio Lo Fazio. Su 1063 elettori hanno votato in 362 cioè il 34,05%.
A Nettuno, comune con 39.910 elettori, i votanti sono stati il 31,07%. Eletto Nicola Burrini con i voti di PD e due liste locali.
Il dato, drammatico, è che in ambedue gli esempi offerti i votanti sono stati poco più del 30% degli aventi diritto al voto. Nessuno dei protagonisti politici è stato in grado di conquistare una porzione più numerosa dell’elettorato. A Nettuno il nuovo sindaco ha ricevuto i voti del 57,66% di quel 31,07% che è andato a votare! Ad Anzio la situazione è in tutto analoga.
Questi dati non sono eccezionali. Questi dati sono catastrofici. Catastrofici per la politica italiana tutta. La domanda che emerge, giocoforza, è cosa fare perché i cittadini tornino alla politica e vadano a votare? È solo un problema di rappresentanza? ovvero che i cittadini non si sentono più rappresentati dai partiti e cercano nuovi soggetti politici?
Quale risposta siamo in grado di dare a queste domande?


