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venerdì, Aprile 24, 2026

La “Repubblica delle Tribù” che tiene in ostaggio l’Italia.

Veronica De Romanis smonta i castelli di carta della politica italiana: tra “decrescite felici” e riforme cancellate. Prigionieri della “Repubblica delle Tribù”. L’immobilismo è il nostro primo nemico.

Dalla paralisi della “Repubblica delle tribù” al fallimento educativo certificato dai dati Invalsi: l’analisi impietosa di Veronica De Romanis sulle colpe di una politica che ha scelto di conservare l’esistente invece di progettare il futuro.

L’economia della paura è il titolo dell’ultimo libro pubblicato dalla prof.ssa Veronica De Romanis , per I Tipi di Mondadori.

Economia della paura?

Perché mettere insieme la paura che è un sentimento e l’economia che è un sistema per gestire le spese, quindi un metodo razionale? La ragione è spiegata molto bene dalla prof.ssa Veronica De Romanis in questo suo libro appena pubblicato . 

La realtà dell’economia italiana guardata con spirito critico nei confronti di chi, questa economia, dovrebbe aiutarla a crescere per migliorare la realtà italiana in un contesto internazionale complesso. 

L’autrice non esita a indicare la responsabilità della politica, di destra come di sinistra, che si è limitata a conservare l’esistente. In Italia in politica sembra non esserci un’attitudine al progetto verso il futuro, ma al massimo un’attitudine alla conservazione di quello che già c’è.

Conservazione? Anche da questo punto di vista la politica in Italia sembra non avere strumenti idonei visto che talora i partiti, a distanza di pochi anni, possono proporre di abolire riforme che avevano sostenuto con vigore. Un esempio? Il Jobs Act. 

Per fortuna, dice la prof.ssa De Romanis, il tentativo del Partito Democratico nel 2025 di farlo abolire tramite un referendum è fallito. Qualche anno prima lo stesso Partito Democratico lo aveva ideato, appoggiato e votato.

La politica italiana sembra non essere in grado di governare l’economia del paese in cui si formano correnti di pensiero come quella sulla “decrescita felice”, un inganno confezionato su misura, sostiene l’autrice, per una società come la nostra, e cita un’indagine condotta da Eupinions ( https://eupinions.eu/de/home ) . 

Lo studio evidenzia che l’Italia è il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone. Le persone con più di 65 anni sono un quarto della popolazione: questo fatto condiziona le esperienze politiche, anche quelle apparentemente più aperte al cambiamento e la De Romanis cita a questo proposito l’esperienza politica del Movimento  5 Stelle.

L’Italia sembra una Repubblica delle tribù ove queste vivono in una tregua permanente tese a difendere ciascuna i propri privilegi ingabbiando così il Paese in un mantenimento dell’esistente che  si oppone a qualsiasi progresso economico reale.

Ma l’economia vive di movimento, slancio, vivacità. La prof.ssa De Romanis nel suo libro fa un esame netto della realtà economica italiana mettendo in evidenza molti dei cattivi funzionamenti che impediscono al Paese di crescere con ritmi vicini a quelli degli altri Paesi europei. 

In Italia sembra difficile fare scelte di miglioramento della propria posizione sociale. Il numero dei laureati è contenuto e in Europa l’Italia è ultima mentre il paese è in coda anche per tasso d’occupazione femminile e per quello di natalità.

La repubblica delle tribù è il titolo del primo capitolo del libro. La realtà del Paese viene descritta attraverso i dati Istat guardando anche al futuro ed è uno sguardo che offre prospettive non incoraggianti. E l’autrice torna in modo critico a presentare la difficile realtà italiana basandosi sui dati. Quota 100 viene definito come un intervento scellerato ricordando l’intervento di Gabriele Fava al Meeting di Rimini il 23 agosto 2025 ( https://www.youtube.com/watch?v=BsFv-k2ttGA). Anche Giancarlo Giorgetti, attuale ministro dell’Economia e delle Finanze, nel 2023 nella Nota di Aggiornamento del documento di economia e Finanza (NADEF) esprimeva una critica decisa riconoscendo il ruolo provvidenziale della riforma Fornero: le regole introdotte dal governo Monti “hanno migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo, garantendo una maggiore equità tra le generazioni”.

In questo libro non ci sono sconti per nessuno. L’analisi portata avanti dall’autrice mette in evidenza in modo sistematico il costo dell’immobilismo italiano e il secondo capitolo è intitolato infatti ai custodi dell’immobilismo. Anche per quanto riguarda la formazione dei giovani dovrebbe esserci un allarme rosso che sarebbe ampiamente giustificato dalle prove Invalsi – i test standardizzati per valutare oggettivamente le competenze acquisite in italiano, matematica e inglese – che mostrano, nel 2025, un quadro preoccupante:

  • 1 studente su 2 comprende davvero ciò che legge. 
  • nella materia  italiano solo il 52% degli studenti raggiunge il livello base,
  • in matematica solo il 49%  raggiunge il livello base 
  •  in inglese solo il 55% raggiunge il livello base. 

Per quanto riguarda italiano e matematica sono dati peggiori rispetto a quelli del 2019. 

La fragilità del sistema scolastico italiano è messa in evidenza anche dai dati dell’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) promossa dall’OCSE. E sono dati sconfortanti. I più bassi d’Europa.

Per non parlare del calendario scolastico positivo per tutti tranne che per gli studenti, in particolare per quelli che non hanno alle spalle famiglie in grado, ad esempio, di mandarli a fare esperienze all’Estero. Non a caso negli altri Paesi europei le “vacanze” sono organizzate su periodi assai più brevi e distribuiti lungo l’anno scolastico. Le responsabilità della tribù dei docenti su questi temi non sono da sottovalutare.

Dopo l’analisi della realtà della scuola, primo esempio di politica della conservazione,  l’autrice passa in rassegna un altro tema fondamentale: il fisco.

Se ci fosse una gestione equilibrata, non dominata dagli interessi delle varie Tribù,  l’Italia potrebbe progredire migliorando progressivamente le proprie condizioni ma prevalgono posizioni dettate da una visione miope della realtà europea. 

La prof.ssa De Romanis anche su questi temi non fa sconti evidenziando in modo preciso la miopia della politica nostrana in particolare quando questa pretende di accusare l’Europa di tutti – o quasi – i problemi economici italiani. L’elenco è piuttosto lungo, ma qui posso solo notare che l’autrice non si limita a fare considerazioni sul passato ma osserva con precisione il presente con uno sguardo attento alle principali questioni che vanno a toccare interessi economici e politici.

Questo è un libro di quattro capitoli che mettono in evidenza i difetti del sistema Italia, solo l’ultimo “Il declino evitabile” lascia intravedere la possibilità di un cambio di passo. 

L’ultimo paragrafo dell’ultimo capitolo ha un titolo che esprime una condizione che qui viene esposta in modo esemplare: I giovani, la rivolta necessaria. Rivolta contro cosa? contro l’immobilismo e l’istruzione è il punto di partenza. Senza istruzione è difficile affrontare realtà complesse come quelle dell’economia contemporanea. 

Sono stato nella scuola per molti anni e ricordo che quando si prospettarono possibili iniziative di organizzazione autonoma degli istituti, i colleghi disposti a prendere iniziative si potevano contare sulle dita di due mani.

Questo Libro termina con un appello a studiare modalità per fare in modo che i giovani possano restare in Italia: se non si investe sui giovani ci attende un declino lento, silenzioso ma inesorabile.

“Stare fermi equivale a lasciar crescere piante malate che impediscono alle altre di ricevere la luce… i campi e i giardini vanno curati e coltivati, altrimenti le erbacce prendono il sopravvento. Così inizia il declino.” e poi ancora: “l’antidoto al declino è nella qualità della cittadinanza. Al centro va messo il capitale umano e quindi le attività di formazione per giovani, donne e anziani”.

Giulio Pirovano
Giulio Pirovanohttps://www.solidarieta-italia.org
Presidente di Solidarietà, Libertà, Giustizia e Pace

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