Settantasei italiani sono stati eletti deputati per il Parlamento Europeo. Di questi nessuno espressione di quel centro di cui si parla da tempo in Italia e in Europa. Un assente di cui molti politici si vorrebbero intestare la rappresentanza, anche se la presenza dichiarata da loro non è il centro ma una sua parvenza. Da tempo falliscono nell’ambizioso progetto, rimanendo imprigionati essi stessi nella “favola della rappresentanza” che si sono raccontati.
Di questo centro chi fa parte?
Dicono che vi sia una numerosa rappresentanza cattolica da anni ormai, molti anni, prigioniera di sé stessa. Delle proprie divisioni. Del fatto di essere rimasta sorpresa, a suo tempo, da una crisi politica generata dal percorso giudiziario affrontato da suoi esponenti di rilievo, incapaci di affrontare gli eventi tutelando l’unità della Democrazia Cristiana. Ancora esistente seppur svuotata. La storia è stata suggellata nel febbraio 2023 da una sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Palermo che dichiara estinta la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici di Salvatore Cuffaro, eletto poi presidente della Democrazia Cristiana sostituendo la figura del precedente presidente Renato Grassi, eletto alla carica il 14 ottobre 2018. Il precedente presidente del partito fu Mino Martinazzoli eletto alla carica il 12 ottobre 1992. Le date citate danno il senso della crisi di questo partito, protagonista nella storia della repubblica italiana, crisi iniziata trent’anni fa.
In occasione delle recenti elezioni europee i rappresentanti della rediviva (aggettivo forse non corretto, più adeguato sarebbe mai defunta) DC avevano tentato di essere presenti tramite un accordo con Renzi poi sfumato.
Il resto del mondo politico cattolico si trova distribuito in quasi tutti gli altri partiti che hanno partecipato alle elezioni anche se ovunque incapace di contare in modo adeguato alla sua realtà sociale specie per la forte presenza nel Terzo Settore, quello del volontariato. Con Calenda, l’altro gemello litigioso, aveva trovato posto Piattaforma Popolare, una iniziativa politica coordinata dal già senatore Ivo Tarolli, che aveva trovato in Cuno Tarfusser, magistrato vicino alla pensione, un candidato da supportare nella lista di Azione per il nord-ovest. Il magistrato, con un’importante carriera internazionale alle spalle, aveva dichiarato di voler mettere a disposizione la propria lunga ed importante esperienza internazionale per una stagione politica in Europa. Avendo ben chiaro che questa Europa ha ormai bisogno di una Costituzione in grado di sancire l’unità europea sostituendosi a quel trattato di Lisbona nato come succedaneo del testo costituzionale allora respinto da Francesi e Olandesi, ma non approvato da altri Paesi che in presenza del risultato dei referendum in Francia e Paesi Bassi evitarono di far esprimere i propri elettorati o i propri Parlamenti.
Una Costituzione per l’Europa che sancisca l’unità europea sarebbe certamente un obiettivo da perseguire, ma dubitiamo che il personale politico attuale abbia la volontà di impegnarsi in una impresa come questa che richiede la riproposizione di diritti e doveri per i cittadini europei tutti.
A Ginevra le comunità calviniste, con una storia secolare impastata di politica, sono ridotte a poche decine di persone (sono in Europa dal punto di vista geografico, non politico), mentre in altri paesi europei la situazione dei cristiani impegnati in politica (in Francia in particolare), pur essendo meno drammatica, si presenta come marginale, a parte forse la Germania. Ma con le ultime elezioni il partito con più rappresentanti è il PPE Partito Popolare Europeo (Democratici Cristiani) (190 eletti). Significa che in Europa esiste ancora una cultura politica determinata dal cristianesimo? Tra i valori del gruppo possiamo leggere “Riconosciamo i valori giudaico-cristiani come il nostro fondamento e siamo impegnati a difendere la libertà di religione in tutto il mondo”. Tuttavia se andiamo a cercare qualcosa di analogo nelle definizioni adottate per caratterizzarsi dai vari partiti politici che si dichiarano parte dei popolari lo troviamo? Il partito italiano Forza Italia, a suo tempo fondato da Berlusconi, nella pagina dedicata a “I nostri valori” al secondo capoverso dice ”Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica sono le fondamenta della nostra visione della società” per cui la risposta è sì, troviamo affermazioni in linea. Ma poi? Il ricordo va dritto al rifiuto in ambito europeo di ricordare le fonti cristiane come base per l’affermazione di una unità europea. Le radici giudaico cristiane dell’Europa non hanno un riconoscimento politico europeo. Nulla può far pensare che si vada verso un tale riconoscimento. Per altro anche i riferimenti ad una eredità culturale classica ed umanistica lasciano il tempo che trovano. Come se fosse possibile ignorare fenomeni come l’illuminismo e il socialismo o le tragedie delle guerre sia dell’Ottocento sia del Novecento nei processi di formazione della base europea contemporanea.
Non mancano affermazioni che fanno riferimento ad una visione spirituale come nello statuto di Fratelli d’Italia in cui si trova l’affermazione di ispirarsi ad una visione spirituale della vita ed ai valori della tradizione nazionale, liberale e popolare (Titolo I dello Statuto, art.1) ed è leggendo queste parole che si fatica a comprendere come sia possibile, e lo è, la vicinanza a fenomeni politico-sociali di violenza acclarata e di pratiche nostalgiche di un passato che si pensava ormai lontano. E poi, considerando i partiti attualmente al Governo, possiamo cercare le posizioni espresse dalla Lega Salvini Premier per scoprire che nel suo statuto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 novembre 2018, allì’art.1 se ne definiscono le finalità: “Lega per Salvini Premier è un movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale attraverso metodi democratici ed elettorali. Lega per Salvini Premier promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo” e qui si chiude l’esplicitazione delle finalità del partito. Tutto il resto del testo è dedicato alla definizione di aspetti tecnico-organizzativi.
Il centro politico rappresentato decenni fa dalla Dc è svanito nelle nebbie degli statuti che si dicono in parte (una piccolissima parte) eredi di quelle istanze centriste e di quei valori, qui, come in Europa. Il centro non c’è e non si vede altro oltre la nebbia.


