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venerdì, Aprile 17, 2026

Dove con il cattolicesimo democratico?

Demos Milano ha pubblicato una riflessione su Cattolicesimo democratico e cattolicesimo sociale che conclude la loro dispensa 3  

( https://www.demosmilano.it/cattolicesimo-democratico-e-cattolicesimo-sociale/

con le seguenti affermazioni:

Le esperienze del cattolicesimo democratico sono dunque varie (anche senza entrare nel più vasto campo delle idee) e questo dimostra come non esista un unico modello, un’idea unica di cattolicesimo democratico, che si tratterebbe solo di ripetere nel tempo.

Il cristianesimo democratico è piuttosto uno spirito, una tendenza, che occorre saper concretizzare, tradurre, incarnare nelle diverse epoche e situazioni, ogni volta in modo specifico e diverso.

Il problema oggi è dunque questo: non si è ancora individuata una proposta di cattolicesimo democratico da realizzare per il nostro tempo o, in altre parole, per usare il linguaggio di Maritain, siamo privi di un “ideale storico concreto”.

Da qui, da questa consapevolezza, parte oggi il compito del cattolicesimo democratico e sociale.”

Le esperienze dei tentativi politici che abbiamo sotto gli occhi come quella di Piattaforma Popolare, formazione annunciata il 27 febbraio 2023, sembrano in parte confermare le affermazioni che abbiamo trovato nella pubblicazione di Demos Milano , in parte invece se ne discostano costituendo dei tentativi di affermazione di un “ideale storico concreto”.

Qualche mese fa avevo sentito, durante un incontro in una sede milanese organizzato dalla associazione  Fare Rete Onlus, l’affermazione che il mondo cattolico consta di 8 milioni di persone che fanno riferimento a moltissime associazioni, soprattutto di terzo settore, gelose della propria missione o ragion d’essere. E coloro che cercano di far passare l’idea che sia necessario ricostituire una unità politica dei cattolici sono guardati di traverso. La domanda è: come fare a rimettere in moto una politica coerente con i valori espressi da questo mondo che guarda alla Chiesa come fonte ispiratrice? Ci sono persone che esprimono il proprio impegno politico in modo coerente con i valori espressi nella dottrina sociale della Chiesa?

Attenzione: non significa che sono tutti dipendenti dalla Chiesa, anzi. 

Se provate ad andare per le Chiese troverete frequentemente il deserto. Le chiese sono vuote ma non così gli oratori, in particolare in estate quando le scuole sono chiuse e quando gli oratori svolgono (o possono svolgere) un’azione di supplenza meritoria, pur se segnata da problemi non sottovalutabili. Come l’utilizzo di giovani un po’ più grandi a cui sono date responsabilità che possono diventare gravi nel caso di incidenti.

Ma, cosa volete, che ci si metta a fare propaganda od organizzazione politica d’estate negli oratori? Credo che se qualcuno osasse pensare e proporre una cosa così sarebbe guardato come uno fuori di testa e avrebbero ragione, credo anch’io che per immaginare una cosa così bisognerebbe essere proprio fuori di testa. E allora?

Nell’ultima estate a Trieste la Chiesa Cattolica ha organizzato una settimana sociale dedicata alla Politica ( “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro” ) e in questo ambito vi sono stati giovani amministratori di comuni sparsi per l’Italia che si sono confrontati decidendo poi di continuare a confrontarsi: il cammino sembra iniziato e se ne possono cogliere i primi segni. Sono già stati organizzati alcuni incontri ed un prossimo sarà a Milano il 14 dicembre.

Io non sono potuto andare a Trieste ma su molti aspetti mi ritrovo con idee simili. In particolare penso che sia fondamentale ripartire dagli ambiti comunali. Anche i più piccoli. 

Ho la tentazione di lanciare una sfida da queste righe: o tu lettore che sei uno di quelli che mi legge, vuoi provare a scrivere in una nota, massimo 10 righe, per dirmi se secondo te vale la pena cercare strumenti per tornare all’unità politica dei cattolici?

Giulio Pirovano
Giulio Pirovanohttps://www.solidarieta-italia.org
Presidente di Solidarietà, Libertà, Giustizia e Pace

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1 COMMENT

  1. Personalmente, sin dal 19 aprile 2009 come risposta all’appello di Papa Benedetto XVI a Cagliari, sono convinto non solo della necessità, bensì della irrinunciabilità e della costante “opportunità” … di una “inopportuna unità di impegno dei Cristiani in Politica” che in ogni tempo ed in ogni situazione sappia offrire ed offra, onestamente e liberamente, attraverso una coscienza collettiva di comunione” quel che manca e che serve all’umano consesso ed all’umano sodalizio per Essere terreno di fioritura di Maggior Bene Comune e di Bellezza secondo un Desiderio che da Dio Padre e Creatore possa tradursi in Fatto Storico Incarnato in ogni tempo ed in ogni situazione … e che questo avvenga iin modalità che costituiscono la differenza tra un agire mondano ed una agire autenticamente Cristiano, cioè secondo un Servizio, una Ministerialità, una Diakonia nella Città degli Uomini e Donne del nostro tempo e dei nostri luoghi di vita, … una Diakonia Politika con e per la Santa Comunione.
    Non abbiamo alternative alla Santa Comunione, profezia e viatico per la Vita del mondo che verrà … ma non in un altro mondo … bensì in un Mondo Altro … “realizzando” … impegnandoci affinché vengano Cieli Nuovi e Terra Nuova … il Regno di Dio … la Libertà, la Giustizia e la Pace … per ogni uomo e per ogni donna, per ogni Popolo e per ogni Nazione su questa Terra … a lode e gloria del Santissimo Nome di Dio … in IHS per Mariam, cioè del Nome di un Figlio e di una Madre espressione di Una Umanità Tutta Bella … Tota Pulchra!

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