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martedì, Gennaio 13, 2026

L’Europa può ancora costruire il suo futuro.

Nel pubblicare questo articolo a firma del prof. Sebastiano Nerozzi ci teniamo a sottolineare la nostra piena concordanza con quanto qui si legge. La redazione

Il Codice per una Nuova Europa e il cammino verso la Camaldoli Europea.

L’Europa si trova oggi a un crocevia decisivo nella propria storia. O imbocca la strada di una più convinta e profonda integrazione culturale, sociale, politica, economica oppure si condanna a un rapido declino. O agisce unita, costruendo istituzioni che le consentano di operare come se fosse un solo Stato, oppure lascia campo libero ai risorgenti nazionalismi, ai populismi xenofobi, a quelle forze che alimentano paure, divisioni, conflitti, con il concreto rischio di una disgregazione del proprio tessuto sociale, civile e democratico (Codice per una Nuova Europa, I).

Il Codice per una Nuova Europa è un documento redatto da un gruppo di circa 130 studiosi ed esperti, esponenti di tante realtà associative laiche e cattoliche, che hanno aderito all’invito dell’Associazione Nuova Camaldoli e risposto all’appello lanciato dal Card. Matteo Maria Zuppi a realizzare una Camaldoli Europea.

La redazione del documento è il frutto di un percorso partecipativo, suddiviso in varie fasi e articolato per gruppi di lavoro. Al termine di questo lavoro, orientato all’ascolto reciproco e alla ricerca paziente di mediazioni, il documento è stato approvato a grande maggioranza e presentato il 13 settembre al Monastero di Camaldoli. 

Il documento, articolato in 10 sezioni e 120 articoli, offre analisi puntuali e proposte concrete che tengono conto di varie sensibilità e punti di vista, affrontando i principali temi che sono oggi al centro del dibattito sul futuro dell’Europa: cultura, economia, finanza pubblica, lavoro e famiglia, migrazioni e asilo, crisi demografica ed ecologica, pace, politica estera e difesa comune. Si tratta di sfide interconnesse tra di loro per le quali il Codice cerca di offrire risposte eticamente fondate, ispirate ad un nuovo umanesimo europeo, centrate sull’inviolabile dignità della persona umana e sul paradigma dell’ecologia integrale, che contemperino diritti sociali e rispetto per l’ambiente, secondo relazioni di solidarietà, sussidiarietà e partecipazione. 

Ma per mettere in atto risposte adeguate occorre prima di tutto un deciso salto verso l’unità politica dei popoli europei, più volte invocato dal Presidente Mattarella. Solo condividendo in modo significativo la loro sovranità, i popoli europei saranno capaci di cooperare in materie di interesse strategico, usare al meglio risorse e capacità ancora inespresse e presentarsi come soggetto credibile in uno scenario internazionale sempre più conflittuale.  

La proposta forse più qualificante e più originale è l’indicazione di come il salto possa realizzarsi in tempi sufficientemente rapidi. Dopo aver positivamente considerato varie opzioni (revisione dei trattati con superamento del voto all’unanimità in certe materie; cooperazione rafforzata strutturata permanente e clausole passerella previste dagli attuali trattati), il Codice propone che un gruppo di Stati aprano una fase costituente per la creazione di un’autentica federazione esterna all’Unione. Non è possibile, infatti, oggi pensare ad un governo federale che raccolga fin da subito tutti i 27 paesi della UE. D’altra parte, la formazione di un nucleo federale fra alcuni paesi non è in contraddizione con la partecipazione all’attuale UE e agevolerebbe il necessario allargamento della stessa UE ad altri paesi (Ucraina in primis). La federazione stessa sarebbe nucleo attrattore aperto alla collaborazione con tutti e all’inclusione di quanti vorranno aderirvi. 

Il percorso verso una Camaldoli Europea è ancora all’inizio. Esso è aperto alla partecipazione di cittadine e cittadini, associazioni e gruppi, in Italia e, speriamo, anche in Europa. Il desiderio, la speranza, la passione, l’impegno che ancora abbiamo per un’Europa pacifica, solidale, democratica è il carburante che potrà permettere di avvicinarsi quanto più possibile alla meta. 

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