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martedì, Gennaio 13, 2026

Libertà

Libertà

Dal punto di vista giuridico, per libertà si intende in linea di massima il diritto di ogni individuo di disporre liberamente della propria persona.

Così nella Enciclopedia Italiana Treccani inizia la voce dedicata alla illustrazione del concetto e della storia di libertà.

La costituzione della Repubblica Italiana pone la libertà come oggetto dell’art.13 che inizia affermando la inviolabilità della libertà personale.

Qui si parla di libertà delle persone. La domanda che ci facciamo è come sia possibile affermare il concetto di libertà come diritto in presenza della negazione del diritto alla vita. La prima domanda è quando si può parlare di persona riferendosi ad un essere vivente del genere homo sapiens. Al momento della nascita? Al momento della nascita e non prima riconosciamo il diritto alla vita? Perché? Perché prima è solo un’appendice del corpo materno? E allora perché varare una legge che consente l’uccisione del feto solo entro i primi tre mesi di gestazione? Perché a partire dal quarto mese il feto è completo, è un essere umano assai piccolo ma con tutto quello che gli occorre per essere riconosciuto come tale? E prima? Il processo che porta al piccolo essere che vagisce appena nato è un tutto unico, continuo, dal primo istante.

La questione politica è stata posta da una votazione in Francia che ha stabilito il diritto costituzionale all’aborto delle donne francesi e poi nell’ambito del Parlamento Europeo si è votato qualcosa di analogo per le donne europee (l’Europa non dispone ancora di una costituzione, solo di un trattato internazionale – quello di Lisbona – approvato dopo il fallimento della iniziativa costituzionale e tutti gli stati devono esprimersi). Il 4 marzo 2024 il Parlamento francese con 714 voti a favore (cioè con una forte maggioranza) sancisce il diritto alla interruzione volontaria della gravidanza delle donne francesi: in rete si trovano video che testimoniano la gioia di donne francesi in attesa della decisione nei pressi della Tour Eiffel a Parigi e i giornali che testimoniano il tripudio generale per quella che viene venduta come una grande conquista di civiltà. L’11 aprile 2024 è il Parlamento europeo a votare a favore dell’inserimento del diritto alla interruzione volontaria della gravidanza delle donne d’Europa nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione. Anche in questa occasione le manifestazioni di assenso da parte di donne di diverse nazionalità non sono state lesinate.

Un altro fatto “politico” è accaduto invece in Italia dove in ambito parlamentare è stato approvato il 23 aprile 2024 un emendamento che sancisce la possibilità di finanziare attività di associazioni pro-vita nell’ambito dei consultori pubblici, al fine di rendere più efficiente l’assistenza alle donne che dovessero decidere di recedere dalla propria decisione di abortire. Questa decisione politica ha suscitato e sta suscitando reazioni da parte di coloro che considerano l’aborto un diritto delle donne. La decisione politica sembra l’opposto di quanto affermato dal parlamento francese o dal parlamento europeo ma sta suscitando reazioni furibonde che mettono in primo piano la conferma di un accanimento contro in particolare l’associazione Pro-Vita catalogata come di estrema destra, mentre nessuno fa riferimento ad esempio al Movimento per la Vita che svolge da ben più tempo e ben più partecipazione la propria missione di aiuto alle donne che decidono di portare a termine la propria gravidanza a fronte di problemi che altre risolverebbero negando la vita nascente. Nessuno parla di queste esperienze positive e al massimo sono indicate con l’espressione “gli antiabortisti” detta con disprezzo perché contro la libertà delle donne.

Chissà perché nessuno fa notare che le bimbe e i bimbi che nascono hanno iniziato la loro avventura qualche mese prima, di solito 9, isolandosi dal corpo materno per mezzo della placenta ma succhiando da esso tutto il necessario per crescere: i figli non sono appendici dei genitori ma persone distinte portatrici di diritti oltre che di doveri. La libertà cosa è se non la possibilità di autodeterminare il proprio agire e questa possibilità è resa attuale dal diritto alla vita non certo dalla sua negazione. Trasformare l’interruzione di gravidanza in un diritto è un fatto terribile perché mina alla radice l’idea che la vita di ciascuno sia un suo diritto di autodeterminazione.

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