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martedì, Gennaio 13, 2026

La solidarietà e la sussidiarietà nella nuova Europa

La solidarietà e la sussidiarietà nella nuova Europa. 

Da tempo si parla di sussidiarietà e interpretando il termine alla lettera si è pensato di farne un perno fondante dell’Unione Europa. Così la sussidiarietà che consiste nel principio per il quale un’autorità di livello gerarchico superiore si sostituisce ad una di livello inferiore quando quest’ultima non sia in grado di compiere gli atti di sua competenza, è entrata a far parte dei documenti ufficiali dell’Unione Europea e di alcuni Stati membri, non la maggioranza per la verità. 

Sono passati venti anni da quando è stato diffuso il principio della sussidiarietà a regolamentare le attività tra le Istituzioni pubbliche e i cittadini e gli effetti non sono stati quelli attesi. C’è una ragione di fondo in questa delusione: la sussidiarietà è concetto fondamentalmente astratto se no si accompagna alla solidarietà, ovvero alla condivisione degli oneri e dei diritti/doveri.

Così come è stata pensata ed attuata la sussidiarietà altro non è che un principio regolatore della vita amministrativa dello Stato o dell’Unione Europea. Dicerto sarebbe costato molto più impegno di intelligenze e di valori condivisi pensare di rendere attuabile il principio della solidarietà. Primo perché di fatto non è propriamente un principio bensì un atteggiamento della morale umana che vede nella condivisione il punto forza dello stesso vivere insieme, e il piano da giuridico diventa etico/morale e le questioni si complicano non poco. Questa è una Europa degli Stati e dei cittadini ma è ben lungi il cammino per una Europa dei popoli che porti ad una entità comune. 

Secondo nell’ambito dell’etica e della morale le posizioni sono molto differenti per le culture europee; chi nella solidarietà vede il principio di aiuto condivisione tra chi ha migliori condizioni di vita e chi ne ha di meno, e chi, di contro, nelle differenze di condizione vede il principio di chi meglio sa fare (o si adopera nella vita) e chi invece non adoperandosi o adoperandosi male approfitta per così dire delle elargizioni del sistema welfare di protezione sociale. Chi pensa che di queste differenze non debba occuparsi lo Stato ma solo ed unicamente il settore del volontariato civile e religioso, e si accontenta della situazione di fatto. Nelle varie sfumature la solidarietà non sempre, anzi quasi mai, si traduce poi in partecipazione attiva.

Dunque se abbiamo pensato a sussidiarietà senza aver prima lavorato per la solidarietà era ben certo che presto o tardi ci saremmo lamentati della stessa sussidiarietà perché essa ha comportato molti oneri economici per l’attuazione e un malcontento generalizzato da parte della gente perché l’unico effetto visibile è stato quello della sua veste burocratica (ricaduta impiegatizia direi) dei molti posti-funzione messi su per farla rispettare come principio in migliaia di testi normativi. 

Ora ragionando a ben 4 turni elettorali europei svolti, da che è partito il principio della sussidiarietà, converrebbe pensare seriamente se ci siano le condizioni per far partire anche il “principio” della solidarietà tra i cittadini europei. Se ci fossero queste condizioni allora bisognerebbe ripensare a fondo al modello Europa costruito da Lisbona in poi, perché l’unione degli Stati seppure motore propulsivo delle azioni non possa essere tutta la macchina europa, ovviamente. C’è bisogno di una identità europea e di una Europa di cittadini per i cittadini il cui carburante, per restare nelle automobili, sia la solidarietà espressa a tutti i livelli della società civile, comportanti il ri-disegno delle norme sulla sussidiarietà quando queste confliggono con l’equità sociale e contribuiscono a mantenere le diseguaglianze. Per una volta si potrebbe riflettere su questo Parlamento Europeo la cui composizione si va a rinnovare un po’ stancamente; perché non bastano le riforme delle Istituzioni, pure necessarie, senza la costruzione dell’entità Europa, il futuro sarà un’Europa vuota come un vaso senz’acqua. 

Elisabetta Campus 

Maggio 2024

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