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mercoledì, Aprile 29, 2026

Futuro prossimo?

L’evoluzione dei rapporti tra gli USA e la Federazione Russa, dettata dall’iniziativa del nuovo Presidente americano, è tale da far gridare alla crisi dei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti con gioia di Putin e del sistema di governo del suo Paese. Sembra che il presidente degli USA, Trump, non sia interessato a coinvolgere l’Europa nel costruire le relazioni con la realtà della Russia putiniana e sembra che tutta l’attuale politica degli USA verso l’Europa sia improvvisamente virata verso il preferire rapporti con singoli Stati piuttosto che con l’Unione. L’atteggiamento di Trump verso l’Ucraina sembra mettere in secondo piano, considerandolo non necessario, un rapporto diretto con quello Stato con l’idea  di dare una continuità alla politica estera americana in favore del maggiore dei due contendenti, ed in ogni caso privilegiando un rapporto diretto con Putin, ignorando, deliberatamente,  altri possibili portatori di interesse. Ma questo può essere solo un approccio iniziale.

Si sta facendo avanti l’immagine di una Europa in grave crisi, divisa almeno in tre fazioni statuali: chi predica la necessità di un rapporto diretto con la Russia, chi predica la necessità di prepararsi ad una guerra prossima futura della Russia per riprendersi i territori sfuggiti ai suo controllo negli anni a cavallo del cambio di secolo (in particolare i Baltici ma non solo), e infine quelli come ITA-FRA-GER ,che non sanno più cosa fare e  neppure a che santo votarsi.

Non parliamo poi di personaggi come Salvini che forse dovrebbe ripassare la lezione dei fondatori della Lega, ancora un po’ prima del primo Bossi quando uno strano professore, Gianfranco Miglio costituzionalista dell’Università Cattolica di Milano deceduto nel 2001,  affermava che bisognava riprendere in mano quello che i Lombardi sostenevano prima della incoronazione dei Savoia come Re d’Italia, ovvero quattro macroregioni, ma il  giovane segretario della Lega Umberto Bossi decise di fare a meno di quella prospettiva storica. Per cui si è arrivati ai Salvini che probabilmente, così sembra, stanno conducendo la Lega Salvini Premier alla sua fine. E allora viva la Lega storica? Se avesse mantenuto saldi i riferimenti storici degli inizi oggi avrebbero forse una prospettiva diversa, chissà…

Ma qui dobbiamo guardare al futuro dell’EU: una EUROPA UNITA !  Alcuni stanno parlando della necessità di unificare gli eserciti: operazione che potrebbe portare ad un miglioramento dell’uso delle risorse disponibili, salvo poi rendersi conto che deve essere un’organizzazione di professionisti e qui i punti di domanda abbondano perché i costi non potrebbero essere mantenuti entro i limiti attuali e sarebbe difficile a priori calcolare il reale impatto economico. Ma se si sta dicendo che bisogna comunque spendere il doppio, almeno, di quello che spendiamo adesso! La questione non è di oggi: già ai tempi di De Gasperi si proponeva di costituire una Comunità europea di difesa (CED  1952-1953): non fu possibile per via in particolare degli Stati Maggiori francesi, come ricordato in Politica a memoria d’uomo, l’ultimo libro di Paolo Emilio Taviani, pubblicato postumo nel 2002. 

Oggi il tema sta tornando al centro del dibattito imposto dagli eventi e questa è una differenza radicale tra ieri e oggi.

Costituire un Ministero della Difesa europeo: temo non sia possibile senza decidersi a portare l’attuale realtà istituzionale europea ad un salto di qualità, rafforzando in modo deciso alcuni punti del trattato di Lisbona, ma non sarebbe sufficiente. Si dovrebbe tornare all’idea di una Costituzione Europea: progetto il cui rifiuto da parte di Francesi ed Olandesi portò al trattato di Lisbona (entrato in vigore verso la fine del 2009). 

Un rafforzamento di tale trattato dovrebbe portare comunque ad una unificazione forte dei Paesi aderenti alla Comunità ma sulla base di  quali principi? Il mondo di ispirazione  cristiana in passato aveva cercato di introdurre nei documenti istitutivi e nelle proposte costituenti qualche riferimento ai valori storici dell’Europa cristiana; dobbiamo però constatare il totale fallimento di tali tentativi che si sono fermati soprattutto sulla parola “tradizione cristiana/radici cristiano-giudaiche” poiché ritenuta troppo limitante delle molte confessioni religiose presenti nella cultura europea . E allora? 

Tuttavia è innegabile che l’Europa abbia davvero bisogno di un nuovo inizio che si fondi sulle basi  di un modello di sviluppo che comprenda come principio l’essere prima di tutto umanità, Vita che dà Vita o, usando l’inglese, Life giving-Life. E perché usare l’inglese? Questo ha a che fare con l’evoluzione dei sistemi di comunicazione, che sarà oggetto di un prossimo articolo. 

Nel suo complesso, e poi nell’essere ciascuno di noi, e tutti insieme, europei poiché abitiamo il territorio a cui abbiamo dato il nome di Europa. Una Europa unita per cultura e per valori, nonostante certe apparenze, estesa oltre i confini politici che ora caratterizzano il continente europeo, per parlare di pace tra gli Europei prima ancora che di pace tra gli Stati europei. Della assurdità della guerra scatenata dal vertice di governo della  Russia ho già scritto, ma ora sembra che Trump e Putin si possano intendere per chiudere questa fase di violenza. I popoli, il Russo e l’Ucraino, hanno subìto anni di violenza e più di decine di migliaia di morti. L’Europa geografica comprende sia gli uni che gli altri e potrebbe comprenderli tutti se la ragione venisse ascoltata anche sul piano delle politiche. Quanti anni ci vorranno ancora? Molti e forse rimarrà inascoltata. 

Perché le logiche politiche, anche in Occidente, spingono verso l’ingrandimento degli eserciti e il relativo aumento degli armamenti, quando sarebbe assai più logico proporre alle genti percorsi di integrazione; questioni di business o utopia?

Giulio Pirovano
Giulio Pirovanohttps://www.solidarieta-italia.org
Presidente di Solidarietà, Libertà, Giustizia e Pace

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