Stati Uniti e Israele hanno attaccato militarmente l’Iran. Il capo religioso del regime iraniano è morto. E morte sono altre figure di riferimento del regime iraniano. Morti tra civili forse più di mille e tra questi 180 bambine. L’apparato militare iraniano sta reagendo lanciando missili contro Israele e contro le basi americane distribuite in Medio Oriente. In Europa si discute. In Italia si discute sperando che i nostri militari presenti nell’area coinvolta nel conflitto ne escano indenni. I bombardamenti si susseguono mentre il presidente degli Stati Uniti, Trump, fa dichiarazioni.
Io ho tre domande: come? cosa? allora?
Come leggere quello che sta accadendo? Terza guerra mondiale a pezzi? Il pensiero va a Papa Francesco che evocava questa realtà, questa visione della realtà.
Solidarietà, Libertà, Giustizia e Pace le quattro idee che costituiscono insieme la base della nostra visione politica, quattro idee che oggi sono lontane dall’essere affermate dai “grandi” della Terra. La guerra è l’affermazione del loro contrario.
Se si cercasse di applicare quelle quattro idee alla realtà politica e sociale internazionale e nazionale potremmo scrivere pagine felici: questi momenti ci mettono a fronte della loro negazione. Come fare?
Avere il coraggio di non smettere di lavorare per affermare quelle quattro idee così lontane dalla realtà di questi giorni.
Ha senso?
Penso di sì, anche se la nostra voce è debole e può sembrare un sussurro.
E’ solo un sussurro.
Come si fa ad arrivare in alto? Partendo dal basso bisogna salire. Partendo da dove? Da dove si è ed è indubbio che noi siamo raso terra.
Conosco politici che da anni continuano a cercare di affermare la necessità di rifondare un grande movimento politico e da anni partecipando faticosamente ad elezioni politiche si ritrovano a dover ripartire ogni volta da quasi zero, ma non demordono. Riprovano instancabilmente.
Posso ammirarli, ma non ne condivido il metodo. Per salire non puoi pensare di partire dall’alto. Devi partire dal basso. Solo così puoi immaginare di salire. Quanto?
Quanto è permesso dalla condivisione ideale di quelle quattro parole e dall’impegno che ciascuno nel proprio piccolo è in grado di fare sommando il proprio impegno e la propria speranza a quella di altri che decidono di condividere Solidarietà, Libertà, Giustizia e Pace.
Secondo me è da questo metaforico “rasoterra” che si deve ripartire.
Non posso negare che ne sarei felice, ma non sono un illuso. Credo che ciascuno debba impegnarsi nella propria realtà mettendosi in gioco per come è possibile. E qui arriva il mio cosa fare?
E non posso neanche permettermi di sognare, immaginando che qualcuno leggendo questo articolo decida di cercare lo statuto di questo partito e poi di iscriversi per provare a fare “politica locale” basata su quelle quattro idee e su qualche esperienza che puo’ essere condivisa, ad esempio guardando alla realtà di Castelnuovo del Garda o ad altre realtà che realizzano ideali condivisibili.
Ogni giorno ascoltando le trasmissioni del mattino sentiamo la rassegna delle notizie della guerra, i bombardamenti e le distruzioni o le scuse (come recentemente dal presidente dell’Iran verso i paesi arabi limitrofi) e non pensiamo che per quanto riguarda l’Iran vi sono comunità iraniane di emigrati: ci sono tracce di questi nei vari “social” in rete. Ve ne sono alcuni che vedono la partecipazione di migliaia di persone mentre altri di qualche decina.
“Il mio fiore nel vaso è stato spezzato dal vento. Torna prima che il mio cuore gridi di dolore/
il fiore che sboccia la notte non dà più il suo profumo/
Chi ha strappato il fiore dal suo ramo? In un angolo di cielo ci sono arcobaleni ovunque/
Io sono come il buio e tu sei come il chiaro di luna…”
Un uomo in un angolo deserto della città suona questa canzone classica della cultura iraniana con la sua fisarmonica: #freeiran, #iranprotest etc.
Ho pensato di riportare qui il riferimento ad un video che ho visto in un gruppo di iraniani in Facebook (https://www.facebook.com/reel/1253429793430268) .
La città in cui il video è stato girato potrebbe essere qualsiasi città, ma è Teheran non Milano. Il messaggio con la sua nostalgia per la pace parla al cuore di ognuno. Ed il mio allora? diventa la speranza che tutti noi nutriamo perchè la parola pace trovi ancora spazio nelle vite degli uomini.


