Una pagina terribile della storia del secolo scorso
Una pagina terribile della storia del secolo scorso in Europa durante la seconda guerra mondiale. Polonia, a una ottantina di chilometri da Varsavia. Gli stessi nazisti distrussero il campo dopo averlo utilizzato quasi per due anni. In pochi mesi a Treblinka vennero uccisi e fatti scomparire 350 mila ebrei del ghetto di Varsavia e altre decine di migliaia provenienti dal resto d’Europa.
Nella foto che illustra l’articolo uno scorcio di uno dei campi simbolici che oggi si possono osservare là: ogni pietra un paese. Ogni pietra un paese da cui sono state portate via donne, uomini, bambine e bambini, vecchie e vecchi per essere ammazzati.
Basta cercare in internet e leggere la scheda presente in Wikipedia per avere informazioni di dettaglio.
Non sapevo nulla di Treblinka.
E siamo alle guerre che continuano a funestare la vita degli uomini: avendo una storia alle spalle e come quella che abbiamo, come è possibile che si continui a fare guerre? Ma quale coscienza hanno i governanti? Americani, Russi, Israeliani, Iraniani, Europei, Asiatici, ecc?
Non posso non pensare a Gaza. Ma tutto è nato dall’attacco di Hamas che il 7 ottobre 2023 ha ucciso giovani israeliani che si erano trovati per una festa musicale in un luogo vicino al confine, ma comunque in territorio israeliano. La data scelta da Hamas per la sua azione non è stata scelta a caso: il 6 ottobre 1973 era iniziata la guerra dello Yom Kippur che vide Egitto e Siria guidare una coalizione di stati arabi contro Israele. A distanza di 50 anni Hamas ha sferrato contro Israele un’azione che ha visto l’uccisione di centinaia di persone che avevano la sola colpa di trovarsi nei luoghi dell’attacco di Hamas, certo una festa musicale poteva essere vista da Hamas come un insulto pesante ma da qui a fare un attacco per uccidere uomini e donne, ce ne corre! Come ce ne corre se consideriamo l’azione del fare prigioniere e prigionieri trattandoli come sono stati trattati. Ma la reazione di Israele che ha distrutto le case di un popolo intero (o quasi) che rapporto ha con l’azione di Hamas? Quante donne e bambini e vecchi hanno perso la vita in quella guerra impari? Ogni volta che vedo le macerie di Gaza non posso fare a meno di chiedermi “perché” e non trovo una risposta adeguata. Secondo le stime fornite da Emergency e da fonti internazionali, all’ottobre 2025 il conflitto ha provocato oltre 67.000 morti, circa 168.000 feriti e più di 2,3 milioni di sfollati, con una distruzione diffusa delle infrastrutture civili e sanitarie nella Striscia di Gaza; a partire da marzo, l’impossibilità di accesso agli aiuti umanitari ha inoltre determinato un collasso sociale e sanitario di proporzioni inedite (vedi Treccani). Un odio profondo. Da una parte e dall’altra. Ed è di questi giorni l’affermazione da parte del capo del governo israeliano che non ci sarà alcuna ricostruzione se Hamas non sarà disarmata. Il dettaglio è che la popolazione di Gaza non è Hamas.
L’altra guerra che continua ad essere in primo piano, anche se non sempre, è quella tra la Russia di Putin e l’Ucraina di Zelenski. Qui le cronache sono differenti perché in questi anni di guerra l’Ucraina oltre a ricevere aiuti ha saputo reagire sul piano della produzione di strumenti di difesa/offesa efficaci (droni in particolare) per cui sembra che l’esercito russo sia impantanato nelle zone di guerra nelle regioni meridionali dell’Ucraina mentre le forze di difesa del paese aggredito riescono ad assestare colpi ai centri di produzione petrolifera e di altri ambiti anche nella Russia profonda a centinaia di chilometri di distanza dai confini ucraini. Perché parlarne qui in questo articolo che ha preso le mosse da Treblinka? Perché Putin da subito ha accusato gli Ucraini di essere nazisti. Ed ha sempre affermato che la sua era un’operazione speciale contro i nazisti ucraini. Dopo decenni di potere sovietico? Eh sì. Come se nella Germania dopo l’unificazione gli estremisti di destra sopravissuti nella Germania est ed ora raccolti in AFD (Alternative fur Deutschland) dovessero essere considerati figli del nazismo. Per caso lo sono?
E l’Europa? E i suoi paesi? E la NATO? Si continua ad affermare con decisione il principio dell’essere con il paese aggredito anche se stanno comparendo i primi segni di non compattezza sul principio affermato: nel 2027 gli aiuti all’Ucraina attraverso l’Unione Europea verranno definiti dai governi dei singoli paesi, prassi differente da quella in uso finora. E il gas? E il petrolio?
E la guerra tra Israele+U.S.A e Iran? Un popolo di più di 90 milioni di cittadine e cittadini vessato da una minoranza religiosa e attaccato senza alcuna considerazione reale per le dinamiche socio-politiche in atto? E le dichiarazioni di Trump?
Quelli che sanno un po’ di filosofia dovrebbero ricordarsi di una piccola opera del filosofo tedesco Immanuel Kant, opera che ha un titolo suggestivo: “Per la pace perpetua”.
Il collegamento qui sopra vi porta direttamente al testo, tradotto in italiano, dell’opera di Kant. Kant lo scrisse nel 1795/1796: 230 anni fa. Se ci prendiamo un po’ di tempo per leggerlo scopriamo qualcosa di prezioso che purtroppo è stato lasciato nei cassetti fino ad oggi, beh ogni tanto considerato da qualche studente di filosofia su impulso di qualche docente, ma senza nessuna pretesa di applicazione nel mondo contemporaneo.
Però.
Come fare a costruire politiche per la Pace di tutti gli uomini?


