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giovedì, Aprile 2, 2026

Trent’anni di allarmi inascoltati: è tempo di agire.

Il Comune Amico della Famiglia e per la Natalità – Capitolo IX

Un risveglio demografico inatteso

Negli anni 1996 e 1997 partecipai, insieme a mia moglie Carla, al Master di Politiche Familiari organizzato dalla Pontificia Università Lateranense a Fano. Tra le numerose lezioni, quelle del Prof. Giancarlo Blangiardo mi colpirono moltissimo e mi allarmarono non poco.

Allora ero uno dei tantissimi imbevuti dell’ideologia catastrofista del sovrappopolamento, ed era normale imbattersi in vignette, articoli, servizi televisivi che paventavano un mondo insostenibilmente sovrappopolato. Trovai quindi strana la difformità tra il pensiero comune e le tesi demografiche basate su studi e analisi delle Università e dell’ISTAT.

Ricordo perfettamente che il Prof. Blangiardo ci mostrò tre grafici temporali che illustravano l’andamento delle nascite e dei decessi secondo tre diverse ipotesi: ottimistica, mediana e pessimistica.

Le previsioni che si sono avverate (nel peggiore dei modi)

Se confrontiamo il grafico con l’ipotesi pessimistica con i dati ISTAT fino a fine 2024, risulta una corrispondenza disarmante: quello che si è verificato dal 1990 al 2024 corrisponde a quanto l’ISTAT e i demografi previdero, ma nell’ipotesi più pessimista.

L’Italia è una delle nazioni che può vantare una delle peggiori situazioni e che rischia in un prossimo futuro pesanti conseguenze.

La scuola che si svuota: numeri che fanno paura

Per dare un’idea della gravità: un comune con circa 7.000 abitanti, confinante al nostro, il prossimo anno scolastico non riuscirà ad avere nessuna classe prima nella propria scuola primaria.

Le stime future fanno paura: la scuola primaria italiana perderà oltre 500.000 alunni complessivi entro il 2035, di cui quasi 200.000 solo nel Sud. Proiezione 2035: il calo demografico potrebbe determinare una riduzione fino a 1,5 milioni di studenti complessivi, con un rischio stimato di 130.000 cattedre in meno.

Trent’anni di segnali ignorati

L’aspetto che personalmente trovo inaccettabile è che l’ISTAT e i maggiori demografi queste previsioni le producono da almeno trent’anni e, da almeno trent’anni, arrivano al Governo, al Senato e alla Camera senza essere prese in seria considerazione.

Oltre alle azioni di natura economica, abitativa e salariale, resta il male oscuro prodotto da decenni di diffusione ideologica anti-famiglia, che sarà ben difficile vincere.

Castelnuovo del Garda: piccolo comune, grande ambizione

Potrà sembrare poca cosa che un comune come Castelnuovo del Garda voglia impegnarsi per rendere accogliente il proprio territorio nei confronti delle giovani coppie e della vita, ma non è così. Va ricordato che il nostro comune azioni di questa natura le ha già fatte nei 15 anni di amministrazione dal 2004 al 2019, ottenendo risultati molto incoraggianti, tant’è che in alcuni anni il tasso di natalità è stato superiore a quello delle province autonome di Trento e di Bolzano.

La nuova amministrazione, guidata dal Sindaco Davide Sandrini, sta lavorando a pieno ritmo e ha deciso di investire seriamente e in modo strutturale su questo tema, dando vita a un vero e proprio piano di legislatura dal 2026 fino a metà del 2029.

Un piano che coinvolgerà cittadini, scuola, istituzioni sanitarie, associazioni di volontariato, aziende, terzo settore, università e centri di ricerca. L’amministrazione comunale ha già stanziato le prime risorse economiche necessarie alla realizzazione di un vero e proprio Sistema Amministrativo Integrato di Comunità.

Una rete di speranza

Certamente non sarà Castelnuovo del Garda, da solo, a invertire la drammatica tendenza della natalità, ma se sapremo fare rete tra “Comuni di buona volontà”, allora si potrebbe finalmente diffondere un clima di fiducia e di speranza.

Il collegamento all’articolo completo:

https://www.casadeicittadini.it/notizie-progetti/il-comune-amico-della-famiglia-e-per-la-natalita—capitolo-ix

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